domenica 1 gennaio 2012

SMALL RESOLUTIONS

...cose semplici. Per non doverle rinnegare subito.
Tranne l'ultima, che rasenta l'impossibile. Preferisco dare a LOVE un significato piu' ampio e generico. Per non ritoccare l'allegato....
Buon 2012!

sabato 31 dicembre 2011

HAPPY NEW YEAR!

...wishing all the magic...

venerdì 16 dicembre 2011

WICKY R.I.P.



18 anni. Sono tanti, ma oggi mi sembrano niente.
Per tutto questo tempo ci siamo amati, odiati, riso, pianto. Ci siamo divertiti,  ci siamo offesi. Abbiamo lottato per raggiungere mille mete. Quelle "nostre", perche' non erano piu' solo le Tue.  Abbiamo creduto nel Tuo sogno, che hai fatto diventare anche nostro.
Abbiamo lavorato sodo, imparato, costruito, sfasciato. Abbiamo provato, Tu davanti e noi dietro, a dare vita ad un progetto, che non ha mai perso la voglia e l'entusiasmo  di rimanere tale, anche nei momenti piu' difficili : il guardare avanti, sempre.
Quell'alchimia invisibile che ha fatto da collante, da forza e da stimolo per mettersi ogni volta alla prova. Anche quando saresti scappato lontano.
Un mondo a parte, il Tuo ed il nostro, dove il lavoro, le conquiste, le vittorie, la fatica e le sconfitte,  si sono confuse con la nostra vita e con i nostri umori.
Ci lasci senza respiro e senza parole. Con tanti "compiti per casa", che ci hai assegnato fino a pochi giorni fa.
Ci lasci senza Te.
Goodbye Wicky.

domenica 11 dicembre 2011

MRS POSSIBLE



- Ok. Fatto. Domani ti sentirai peggio. Fammi un favore, "osservati" e poi mi dici. -
A pancia in giu' su quel lettino, nel centro estetico della mia amica Mrs Madrigal, ascolto quelle parole come una minaccia.
Ero gia' a pezzi!!!!
- Che vuol dire: domani ti sentirai peggio, scusa? Sono gia' dolorante! -
Adoro venire qui. Ci vengo tutti i sabato mattina presto; quasi tutti i sabato mattina. Trovo riduttivo parlare di "centro estetico", perchè per me non è così.
E' un posto in cui sono trasparente anche senza dire una parola. Un posto in cui il calore e la semplicità mi coccolano un pochino, proprio perchè lontani mille miglia dal mio quotidiano ormai. I massaggi ed i consigli della mia personal Mrs Madrigal, che mi conosce ormai da cent'anni, sono per me una panacea, perche' legge sul mio corpo le emozioni , oltre a sbrigare operazioni di "ordinaria manutenzione" e a fare 4 chiacchiere facendo colazione.
- Sei ingrassata un bel po', ci hai fatto caso? Quant'è che non ci vediamo? 3 settimane? E' un modo strano di ingrassare! Oggi facciamo un massaggio nuovo! -
Aveva esordito cosi', mettendo immediatamente in pratica tutto ciò che arrivava dal suo ultimo corso di aggiornamento sui punti della medicina cinese e sulla lettura dei punti dell'agopuntura con relativa manipolazione manuale. Con il suo solito crederci-fino-in fondo. Niente di mistico da Mrs Madrigal. E' una persona molto pratica e concreta. Una sorta di medicina- cinese- applicata - alla - ricetta - del - souffle', non so se mi spiego.
- Massi' : e' solo che sto smettendo di fumare ed ho una fame pazzesca! -
- Non credo sia cosi'. O meglio, non solo. - 

Mi lascio sempre convincere da queste diagnosi. Mi piacciono in un attimo. Alla fine, dopo piu' di un'ora , un massaggio a tratti piacevole e rilassante e a tratti doloroso, rimango senza fiato su quel lettino. Devo rivestirmi di corsa. Devo scappare.
Mentre mi preparo, Mrs Madrigal rassetta la stanza. - Non potresti cominciare a mandare a quel paese un po' di persone della tua cerchia? Guarda che ci stai rimettendo con questo abbozzare, sorvolare e andare avanti-perche'-devi. Fegato, reni e vescica sono in sovraccarico. Lo sai che vuol dire? Rabbia. Sei piena di rabbia, di risentimento, di rimpianti e delusione. Non fai fluire bene la tua emotivita' perche' ti ritrovi costretta e bloccata in qualcosa che non vuoi piu'. Ingrassi male. E non perche' mangi. Non solo. E' uno dei motivi per cui mangi! Lo sai come la penso, perche' ti conosco e mi conosci. Molla tutto! Trova un modo per cambiare vita! Tutti questi problemi di salute dell'ultimo anno te lo dimostrano. Cambia vita - citta' - lavoro. Anche estetista! Cambia tutto! E manda un po' di persone a quel paese! Stai diventando invisibile a te stessa... Ciao matta. Io vado. Ci si vede sabato? -
Ecco: e' solo l'ennesima volta che mi sento dire questa cosa.
Mi preparo di corsa e scappo. Ho 2000 cose da fare. 

Ne manderei a quel paese di persone! Magari faccio una lista in questo rimasuglio di week end. Non ultimo quello che mi manda un sms per prendere un caffe' insieme, dopo secoli di silenzio, dicendo che e' aggiornato su di me perchè legge "sempre" il mio blog.... Peccato che non si sia accorto che non scrivo da due mesi . Voleva solo sembrare interessante ed interessato. Ultimamente mi stracapita anche gente che dice un sacco di bugie e probabilmente ne ha sempre dette. Anche qui ho preferito non rispondere. Non saranno contenti fegato, reni e vescica. Sono stata cosi' bene in questi 4 giorni di vacanza! Lontano da tutto il mio solito scenario... Forse Mr Madrigal non ha torto (neanche lei).
Intanto mi concentro sulla lista delle persone che vorrei mandare a quel paese... La scrivo... e non solo : a fianco faccio anche una colonna nella quale annoto cosa vorrei urlargli in faccia... Cosi', tanto per essere pronta con un copione nel caso volessi ascoltare Mrs Possible....

Ma cosa mi sara' capitato? A scuola, a volte, mi cacciavano fuori dalla porta perche' "parlavo troppo" e spesso a sproposito. Dove saro' andata a finire?


PS: a proposito, lascio una nota per una lettrice che ha commentato che e' stufa dei blog che parlano della vita privata altrui di cui non frega niente a nessuno. Siamo pieni di blog piu' svariati, ormai. Hai una vasta scelta. Scrivo per scrivere qui. E legge solo chi vuole. Grazie per essere passata. Non sei obbligata a tornare.

THE LIVING (space)

I miei vicini continuano a vivere il pianerottolo come un'appendice del loro appartamento. In effetti mi pare che si comportino come se occupassero una casa singola. Tralascio il solito discorso sui rumori vari, alquanto scontato, anche se parliamo di esercitazioni di flauto- alle - prime- lezioni,  poco prima di mezzanotte o un prolungato martellare su chiodi, tanto da sembrare un urgente allestimento di una personale all'antivigilia di un vernissage, più o meno alla stessa ora. La cosa più buffa è che spesso si resta coinvolti in private convesazioni telefoniche fatte sul pianerottolo, che, di regola, non e' affatto educato ascoltare. O che ci si trova in mezzo a scene di quotidianita' familiare nelle quali lei, in vestaglia, per fortuna in tinta unita, saluta i figli che escono rimproverandoli per qualcosa, a volume non propriamente ben modulato, mentre il marito rientra dallo jogging e si toglie le running e i vestiti intrinsi di fatica,  lasciando il tutto sulla soglia.
Anche lo scorso week end, poi, uscendo di corsa, mi sono imbattuta in un ricevimento. Un sostanzioso gruppo di persone, con tanto di bicchiere di prosecco in mano, che brindava a non so cosa. Sempre tra soggiorno con porta aperta e pianerottolo. Tutti molto eleganti e discretamente silenziosi. Mi sono sentita un'imbucata al party finche' non ho raggiunto l'ascensore. Con tutte quelle facce che mi guardavano sorprese, chiedendosi chi fossi. Non ho potuto fare altro che ricambiare con un sonoro - Buongiorno! - scivolando tra i bicchieri e guadagnando la via di fuga, con un pochino di imbarazzo che, a dirla tutta, non avrebbe dovuto essere il mio.

lunedì 3 ottobre 2011

La pelle che abito

Decidiamo per un cinema. In un orario di quelli in cui si è al massimo  6 in sala. Troppo tardi per il pomeridiano e troppo presto per il dopo-cena. E' lunedì, poi. Come essere nel salotto di casa propria, in tranquillità. E' solo che non sei in pigiama.
Avevo letto qualche recensione e qualche commento ieri, quanto bastava per essere un pochino prevenuta sul film. E invece mi è piaciuto. Molto. Il mio gudizio è semplice, di pancia, poco raffinato e privo di quella cultura cinematografica che dovrebbe fare da guida a  chi si avventura in commenti del genere.
Una storia in cui il dolore fa da sfondo, con uno sfilacciarsi della trama inaspettato,  paradossale, in cui la vendetta fa da filo conduttore fino a diventare surreale, sindrome di Stoccolma compresa. Gli anfratti  oscuri della mente esplorati nei vari personaggi che, ognuno a suo modo, hanno abbandonato la strada della normalità per soccombere alla follia, perchè tentati o perchè indotti dalle circostanze o per alleviare la propria sofferenza. Ma niente torna "come prima", fino alla fine.
Qualcuno lo ha definito "noir", ma non è quello che ho pensato. Del regista sono riconoscibili la follia dei personaggi, i suoi bellissimi ed intensi primi piani , i colori luminosi e carichi, le ambientazioni  e l'intensità della storia che, nella sua  folle drammaticita', ha solo un colore più nero. Che è diverso da "noir".

domenica 2 ottobre 2011

ButterFLY


E' una stanza tutta bianca. Le pareti sono di carta di riso ed il pavimento lo stesso. La luce che filtra è quasi lunare. E' il Museo delle Scienze. Puoi trattenerti quanto vuoi dentro questa stanza: la stanza delle farfalle. Mille tipi, colori e grandezze. Tutte volano liberamente e si posano su di te senza paura. Nessun movimento brusco. Solo meraviglia e stupore in questo luogo senza spazio e senza tempo, dove tutto è leggero e sembra durare per sempre...

Venezia - esterno giorno

- Secondo te, cosa metto?-
- Oddio, non saprei... Perchè non chiedi a Vale?-
- Avevo pensato allo smoking ma con un pantalone rosso, o il gala rosso. Che ne dici?
- Non è eccessivo? Dipende da quanto è formale la cosa...-
- Ma chiedi a Vale... è meglio!
Non capita spesso un invito al Festival del Cinema di Venezia per assistere ad una prima. Una volta lasciati da parte gli eccessi, il look e' perfetto. E il mood è quello di uno che non ha fatto altro nella vita se non andare alle prime, affrontare bagni di folla e sorridere a fotografi, seppur giapponesi convinti di essersi imbattuti in una celebrità.
Mario, sempre lui. Con il suo modo di affrontare tutto senza paura. Con il suo perenne entusiasmo per il nuovo e la sua noia immediata solo per aver fatto una cosa per la seconda volta o per l'averla avuta.
Il mio esatto opposto. Ci tolleriamo, incuriositi, guardandoci l'un l'altra come due marziani!


Lady's Night


Dovevo salirci? Non me l'aspettavo. Non mi aspettavo una macchina di quel genere, tutto qui. La Mercedes del 1970 mi aspettava, con tanto di Tom che aveva aperto lo sportello per farmi salire. Alla fine avevamo deciso di andare in macchina a Sausalito. Gruppo e vetture pronte a partire. Salgo. Polvere e disordine con volante e sedili foderati di peluche color champagne. Un vero pezzo vintage. La giornata era bella, moderatamente calda e trascorriamo il pomeriggio camminando a zonzo per il centro pieno di casette vittoriane e negozietti per turisti. Dopo una sosta in un Pub con musica dal vivo, ovviamente revival anni 70, decidiamo per una cena al Club Nautico. Il gruppo era composto di persone di età diverse, era il gruppo del Bar di Polk Street, per cui si decide per una meta che possa piacere a tutti.
Paghiamo l'ingresso e veniamo avvertiti che all'interno si sta svolgendo una festa privata con buffet in piedi. Entriamo lo stesso. Ma che meraviglia! La festa era per sole donne, un centinaio almeno: coppie gay dai 40 in sù. Una marea di coppiette di nonnine scatenate in balli, con gruppo femminile  che suonava sul palco cover rock anni 70-80, con adeguato abbigliamento.  Amanda ed io eravamo le mascotte della serata, per via dell'età (apparente, nel mio caso)! C'erano anche coppie di età media ma, perdonate il mio provincialismo, ero attratta da tutte quelle signore che avevano più o meno l'età di mia nonna, che si lanciavano scatenate nelle danze con le proprie compagne, per le quali mostravano delle premure da etichetta di altri tempi. Siamo stati accolti in modo estremamente amichevole, invitati subito ad un brindisi e alle danze. Amanda ed io ci siamo lasciate coinvolgere dalla musica, che non era affatto male, ed abbiamo assecondato le signore divertendoci come matte in balli di gruppo e scambi di coppia, mentre il resto della compagnia faceva conversazione al tavolo con le più giovani. Una serata fantastica! Altrettanto non posso dire del buffet...che mi sentivo tutto sulla bocca dello stomaco, mentre rientravo in città, su quel sedile foderato di peluche color champagne e cercavo di fare mente locale sul mio beauty-case, per ricordarmi se avevo o meno un Diger Seltz.

domenica 25 settembre 2011

Polk Street, Picasso and a good day for sailing....




















pics by Kiki

La media era quella: dai 7 ai 10 chilometri al giorno. C'era il contapassi a confermarlo. Quel piccolo oggetto che non compra mai nessuno (altrimenti non si spiegherebbe perchè è impossibile trovare le batterie di ricambio) e che io mi infilo regolarmente nella cinta dei pantaloni quando sono qui.
Sono di una pigrizia proverbiale per cui provo un sottile piacere la sera, nel leggere la cifra che riassume il percorso della giornata. 7.20- 9.50- 10.30...cammino, cammino, come Mr Sommer...Mi piace camminare ma lo faccio dove ci sono cose da guardare. In queste strade incuriosiscono anche lo stupore o la fatica perchè potresti svoltare l'angolo e trovare una salita ripidissima o una discesa altrettanto scoscesa da scoraggiarti per un pò. Non si tratta di camminare e basta. Magari vado al parco, oppure al museo come stavolta alla mostra di Picasso e degli Avanguardisti francesi "ospiti" di Gertrude Stein, oppure a tagliarmi i capelli, o ad un mercato o semplicemente cerco un quartiere che non conosco e vado in giro per negozi. Mi perdo spesso, ma non importa. Posso fare come voglio, alternando pazienza e noncuranza, perchè sono l'unica a disporre del mio tempo. C'è tempo per pensare e per coccolare quella parte del mio IO debole e taciturno che, ultimamente, ha solo tanta voglia di dormire, oppure di alzarsi ed andar via. Chissaddove poi. A saperlo. Il fatto è che si è talmente imbrigliati e spaventati che si finisce per tornare all'infelicità della solita vita di servizio, quasi fosse un sicuro punto di partenza, ostinandosi a cercarne gli aspetti positivi per non far sembrare tutto una sconfitta. Ammesso che, in tutto questo, vincere o perdere voglia dire qualcosa. Elucubrazioni a parte, adoro fermarmi in un bar, sedermi ad un tavolino e sorseggiare per ore un caffè americano leggendo un libro. Mi sento parte del posto in cui sono e mi lascio distrarre dalla strada e dai suoi personaggi, magari scambiando 4 chiacchiere con il mio vicino di tavolo. E' così che ho incontrato Tom e gli altri. Un pomeriggio, in un piccolo bar di Polk Street.
Tom parlava rumorosamente al telefono. Somigliava al compagno di Barbie, Ken, ma un pò avanti negli anni (com'è giusto che sia), oltre i 50 da un pò. Si scusa per il chiasso dando la colpa alle eccessive chiacchiere del suo interlocutore. Amanda, la ragazza che mangiava un sandwich al tavolino a fianco al mio, si unisce alla conversazione. Non ricordo bene in quanto tempo ma, con stupefacente naturalezza, dopo al massimo 10 minuti, erano con noi Russell, un 60enne ex motociclista con artrite, Roby ed Andy, una coppia di ex punk ormai riappacificati con la vita, Mr Allen con il suo cane Wolly e sua madre, di circa 80 anni, che voleva sapere a tutti i costi dove avevo tagliato i capelli (dovevo preoccuparmi?), Mr Corey con il suo cucciolo nuovo di pacca e Valery , una donna francese amica di tutti. Il bar dove mi trovavo era il punto di ritrovo del vicinato. Tutti chiacchieravano di 1000 cose davanti ad un caffè, alla fine della giornata di lavoro, con divertente ed amabile cortesia. Amanda ed io, ospiti del tutto casuali, rispondevamo alle domande dei curiosi. Altri facevano a gara per darci informazioni su concerti, ristoranti o tutto ciò che si poteva fare in città. Roby mi ha spiegato bene dove le avrebbero fatto comodo delle tasche sui jeans, contrariamente all'abitudine della moda attuale di eliminarle. Qualcuno ha addirittura lanciato l'idea di fare uno scambio di casa per le prossime vacanze: casa in Italia con casa a San Francisco. Tomorrow will be a good day for sailing...Si, in effetti il tempo era bello ed il sole piacevolmente caldo. Che ne dite di rivederci qui domani e di fare una capatina a Sausalito? Anche la gita era anni 70....che scenario....

F.u.G.A.








pics by Kiki

Credevo che qui sarebbe stato diverso. Che avrei avuto modo di dare un senso alle cose. E invece ecco la tangibile impressione che non sarebbe andata così. Ero partita per la vacanza già talmente sfilacciata, che in tutto questo casino mi sembrava di assaporare l'autodistruzione. Davvero non ci sto più con la testa. Ho la pelle a rovescio. Tutto mi innervosisce e mi spaventa.
Dopo aver mendicato una stanza in una quindicina di alberghi senza ricavarne nulla, tento sul web ancora una volta. Faccio quella cosa di città-zona-rata e poi estrazione a sorte. Sono disperata. Ma trovo una stanza.  Non mi faccio una doccia da 2 giorni. Preparo il bagaglio e mi addormento vestita ancora una volta.
Il mattino dopo mi alzo presto. Salgo per restituire le chiavi e scambiare 2 chiacchiere con la ragazza che mi aveva prenotato la stanza. Nessuno. Tutti dormono. Silenzio. Luna Park abbandonato davvero. Prendo il bagaglio ed esco, incamminandomi verso l'albergo. A piedi.
Mando un sms appena arrivo: I'm sorry about that, but I'm too old for this kind of easy accomodation. Ok, no problem, mi risponde. Facciamo un paio di conti, regoliamo le pendenze e poi, finalmente, 2 ore sotto la doccia. Quanto sembrano scontati certi gesti della quotidianità...e quanto non lo sono.

APARTMENT THERAPY














pics by Kiki

Non ho fatto programmi. Ho solo buttato giù una lista di tutto ciò che mi piacerebbe fare-vedere-mangiare nei prossimi giorni. Per il resto vado a braccio e a memoria...e un pò a caso magari.
Tardi, buio pesto. Viaggio interminabile. O forse sono io che mi sono disabituata a tutte queste ore di volo.
Ho passato al tassista il foglietto con l'indirizzo e mi accorgo che ci siamo quasi. Riconosco la zona ma mi rendo conto che ci stiamo addentrando nella sua parte più lontana. Lo sapevo, cavolo! Avevo prenotato un soggiorno un pò "diverso" per cercare di risparmiare qualche soldo.
Dopo qualche minuto io reggo la torcia per illuminare i numeri civici delle case e il driver cerca di capire dove siamo. Cavolo - cavolo -cavolo!
Finalmente 415. Persino l'uomo del taxi mi chiede se voglio che aspetti fuori per accertarsi che tutto sia ok. Che carino. No grazie, vedo dalla finestra ragazzi spadellare in cucina e mi tranquillizzo. Suono il campanello.
Benvenuto amichevole ma sbrigativo. Il fatto è questo: ho prenotato una stanza in casa di qualcuno che ha dello spazio in più. Un modo pratico e veloce, tipo Bed & Breakfast. Ma sei parte di ciò che trovi. Un gruppo di ragazzi e ragazze non oltre i 30 anni cercava di preparare una cena (mashed potatoes) in una cucina dove sembrava fosse esplosa una bomba qualche minuto prima. 
Uno di loro si stacca dal team di chef e mi porta alla camera facendomi fare il giro della casa. Riconosco a mala pena tutto ciò che mi aveva colpita dalle foto sul web.  
Sul sito mi era sembrata così artistica, moderna, accogliente. Perchè adesso mi sembra di essere in un luna park abbandonato di periferia? Ha anche un che di sinistro... Scendo le scale a chiocciola ripidissime che conducono alla mia camera. Non vedo l'ora di dormire. Sono sveglia da 24 ore. Ecco la mia stanza: un cubo senza finestra, o meglio, con un'unica finestra a vetro che affaccia sul corridoio dove dormono altri ragazzi. A mala pena lo spazio per buttarsi dalla porta al letto. Pareti rosse. Coperte rosse. Il bagno è piccolissimo ed è attiguo alla mia stanza. Sono a fianco al garage-lavanderia. Sgomento. Le foto non erano così. Davanti alla mia porta senza chiave un cumulo di macerie per lavori in corso per "ampliare il locale", mi dicono. Il tutto peggiorato da scarpe e ciabatte sparse alla rinfusa, cesti di bucato con panni ammonticchiati alla meno peggio. Letti sfatti nelle stanze aperte degli altri ragazzi, biciclette. Cavolo! Un disordine ed un'incuria da comune di adolescenti in vacanza.
Resto da sola. Vado in bagno per darmi una rinfrescata prima di andare a dormire. Annichilita! In quale anno era stato pulito quel bagno per l'ultima volta? Peggio di un autogrill dell'estremo sud. In equilibrio mi lavo i denti e sbrigo le cose più urgenti. Sono troppo stanca. Dormo vestita. Vedo un ragno camminare sulla parete. Tiro una ciabatta. Lo manco. Dove sarà adesso? Ho il terrore dei ragni...Cerco di rimanere sveglia di guardia. Ho troppo sonno. Devo pensare a come andare via di qui...ma sono sopraffatta dal sonno...e cedo....cavolo-cavolo-cavolo...che stupida...